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I rischi concreti di una gestione non sicura dei dati di ricerca

Maarten Bruntink
Maarten BruntinkGlobal AWS Solutions Director
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Dalle scienze della vita all'ingegneria, fino all'economia, alcune delle applicazioni più promettenti del machine learning e dell'analisi avanzata dei dati nascono nel mondo della ricerca. Tuttavia, nonostante l'enorme potenziale della data science e dell'intelligenza artificiale, istituzioni e centri di ricerca si trovano ad affrontare rischi crescenti e sfide operative che minacciano il progresso. Tra questi figurano nuove minacce informatiche, il rischio di perdita dei dati, una crescente pressione normativa e una domanda di capacità computazionale sempre più elevata, accompagnata da costi in aumento.

Affrontare queste sfide offrendo al tempo stesso ai ricercatori accesso alle tecnologie più avanzate rappresenta oggi una delle priorità assolute per l'IT della ricerca. In un contesto caratterizzato da risorse economiche limitate, i responsabili devono costruire un business case chiaro che dimostri come proteggere dati, accelerare la ricerca e garantire la conformità normativa. Ciò significa aiutare gli stakeholder a comprendere i costi e i rischi dell'inazione e proporre soluzioni concrete.

In questo articolo analizziamo perché i Trusted Research Environments (TRE) stanno diventando una componente fondamentale per affrontare le sfide e cogliere le opportunità della ricerca moderna.

Il nuovo scenario dell'IT per la ricerca

Oggi quasi tutte le organizzazioni sono chiamate a innovare rapidamente sfruttando dati e intelligenza artificiale, gestendo contemporaneamente rischi operativi, di sicurezza e conformità. Questo è particolarmente vero per gli enti di ricerca, dove la competizione è elevata, l'utilizzo di dati sensibili è diffuso e il valore di una scoperta può essere enorme.

Il rischio che il lavoro svolto venga sottratto o sabotato è oggi più elevato che mai a causa delle crescenti tensioni geopolitiche e della diffusione dell'intelligenza artificiale generativa. L'AI offre agli attori malevoli nuove capacità per analizzare vulnerabilità, impersonare autorità fidate e sviluppare malware in modo rapido e su larga scala. Non sorprende quindi che fino al 97% degli istituti di istruzione superiore del Regno Unito abbia subito almeno un attacco informatico negli ultimi tre anni.

Oltre a facilitare l'accesso non autorizzato ai dati, la tecnologia sta anche democratizzando gli strumenti necessari per utilizzarli impropriamente. Lo stesso database che può contribuire allo sviluppo di un vaccino salvavita può essere sfruttato per progettare un'arma biologica. E con l'avvento del quantum computing, gli attuali sistemi di crittografia potrebbero non rappresentare più una protezione sufficiente: i dati possono essere intercettati oggi e decifrati in futuro.

Accanto alle minacce esterne, esiste poi il rischio di perdita dei dati da parte di utenti autorizzati che agiscono in buona fede. La promessa di una maggiore produttività può spingere ricercatori sotto pressione a utilizzare strumenti AI o dispositivi non approvati. Se i dati non sono adeguatamente protetti o gli strumenti ufficiali non rispondono alle esigenze operative, esiste il rischio concreto che informazioni sensibili vengano caricate su modelli pubblici o archiviate su dispositivi personali non protetti.

In sintesi, la ricerca si trova oggi ad affrontare una molteplicità di minacce digitali che fino a pochi anni fa nemmeno esistevano. Non sorprende quindi che enti regolatori e finanziatori richiedano standard di sicurezza sempre più elevati. Le conseguenze dell'inazione non si limitano al rallentamento dei singoli progetti, ma possono tradursi in sanzioni economiche, danni reputazionali e perdita di competitività.

Ad esempio, in Europa la non conformità al GDPR e all'AI Act può comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro. La direttiva NIS2 classifica inoltre molte organizzazioni di ricerca come infrastrutture critiche, introducendo responsabilità dirette anche per il management. Negli Stati Uniti, il mancato rispetto del framework CMMC può impedire l'accesso ai finanziamenti del Dipartimento della Difesa, mentre la violazione delle normative NIH e HIPAA può portare alla sospensione di studi clinici, alla revoca di finanziamenti e all'esclusione da future opportunità di ricerca.

Le criticità più comuni dell'IT per la ricerca

Oggi non c'è più spazio per architetture non sicure o per strategie di protezione dei dati inadeguate. Eppure, analizzando audit e incidenti, emergono frequentemente gli stessi problemi: 

  • Flussi di dati non controllati, con copie dei dati distribuite tra desktop, server di laboratorio e ambienti cloud gestiti da collaboratori esterni. 
  • Esportazione incontrollata dei dati, con risultati e informazioni che lasciano l'ambiente di ricerca senza adeguate verifiche, aumentando il rischio di perdita di dati e proprietà intellettuale. 
  • Collaborazione eccessivamente permissiva, con autorizzazioni concesse in modo informale che rimangono attive nel tempo e identità digitali distribuite su numerosi progetti. 
  • Infrastrutture HPC isolate, incapaci di ereditare i controlli aziendali e i meccanismi di audit. 
  • Implementazioni personalizzate lente e complesse, che richiedono mesi per costruire ambienti teoricamente sicuri ma che spesso non superano le verifiche di conformità e non rispettano le tempistiche richieste dai finanziatori. 

Il nuovo standard: i Trusted Research Environments
 

Per superare queste criticità, i responsabili IT della ricerca devono fornire una base tecnologica che garantisca fiducia e consenta ai ricercatori di lavorare in modo efficace. L'approccio più pratico consiste nel portare i ricercatori verso i dati, anziché spostare continuamente i dati verso i ricercatori, all'interno di un ambiente controllato che soddisfi contemporaneamente requisiti di ricerca e conformità.

I Trusted Research Environments (TRE) rappresentano oggi il modello di riferimento. Raccomandati anche da una revisione del 2022 dell'infrastruttura sanitaria del Regno Unito, consentono ai ricercatori di accedere in sicurezza a dati sensibili limitandone al contempo la movimentazione e garantendo piena governance. Un TRE moderno combina tre componenti principali:

  1. Virtual Research Environment (VRE): ambienti self-service con risorse di calcolo dimensionate sulle esigenze del progetto, software approvato e dati dedicati, con possibilità di limitare upload, download e copia/incolla. 
  2. Data Environment: archiviazione e catalogazione governata dei dati, con gestione del ciclo di vita e tracciabilità completa. 
  3. Data Review & Transfer ("airlock"): meccanismi controllati per ingresso e uscita dei dati, supportati da processi di approvazione, audit e logging centralizzati. 

Come un TRE riduce il rischio

Se costruito su una landing zone cloud progettata correttamente, come AWS Secure Research Environment, un TRE consente di ridurre significativamente l'esposizione ai rischi più rilevanti: 

  • Rischio di perdita dei dati → Limitare la movimentazione dei dati
    I TRE impediscono ai dati sensibili di uscire dall'ambiente e eliminano la necessità di distribuire i dati ai collaboratori, riducendo le possibilità di perdita dei dati e consentendo un avvio più rapido delle attività di analisi. 
  • Deriva della conformità → Ereditare controlli standardizzati
    L'implementazione all'interno di una landing zone (idealmente un AWS Secure Research Environment) consente di applicare in modo coerente a tutti i progetti controlli di identità, logging, backup e policy di base. 
  • Rallentamento della ricerca e perdita di finanziamenti → Accelerare il tempo necessario per operare in conformità
    Le fondamenta cloud e gli ambienti self-service riducono il tempo necessario per essere operativi rispetto a implementazioni personalizzate on-premise che possono richiedere da 12 a 24 mesi. 
  • Sovraccarico nella collaborazione → VRE governati e self-service
    I ricercatori hanno accesso agli strumenti di cui hanno bisogno senza dover aggirare i processi IT; approvazioni e costi rimangono trasparenti. 
  • Esiti negativi degli audit → Governance dimostrabile
    I meccanismi controllati di ingresso e uscita dei dati (airlocked ingress and egress), gli accessi basati sui ruoli e il logging centralizzato forniscono evidenze verificabili per revisori ed enti finanziatori. 

Un aspetto importante è che questi controlli vengono forniti all'interno di un ambiente progettato per essere utilizzabile dai ricercatori, in grado di supportare dataset di grandi dimensioni, machine learning e analytics avanzate. Un TRE ben implementato non rallenta la ricerca: al contrario, può migliorare sia l'esperienza dei ricercatori sia la qualità dei risultati ottenuti. 

Come iniziare senza voler fare tutto subito

Per i responsabili IT è ormai fondamentale proteggere i dati che alimentano la ricerca, garantendo al tempo stesso la condivisione e il riutilizzo delle informazioni nel rispetto dei requisiti di conformità. Se implementato correttamente, un Trusted Research Environment (TRE) trasforma la sicurezza da potenziale ostacolo a fattore abilitante: i ricercatori possono lavorare più rapidamente, gli enti finanziatori acquisiscono maggiore fiducia e i responsabili hanno la certezza che i controlli siano applicabili, misurabili e verificabili.

 

SoftwareOne adotta un approccio articolato in tre fasi per la realizzazione di un Trusted Research Environment: 
  • Comprendere (Understand): allineare gli stakeholder sullo stato futuro desiderato e sulle motivazioni del cambiamento, come scadenze normative, rischi legati ai finanziamenti e tutela dell'integrità della ricerca. 
  • Attivare (Transact): utilizzare, dove disponibili, percorsi di approvvigionamento già approvati (ad esempio OCRE in Europa) per accelerare il procurement e mantenere il focus sui risultati. 
  • Costruire (Build): implementare un modello TRE basato su solide fondamenta, come gli ambienti AWS Secure Research Environment, e Virtual Research Environments (VRE) gestiti secondo principi di governance. Framework e servizi forniti da partner come AWS riducono il tempo necessario per raggiungere la conformità e alleggeriscono l'onere operativo. In alcuni casi, ambienti di ricerca sicuri possono essere attivati in pochi giorni anziché in mesi. 

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 Offri ai ricercatori gli strumenti di cui hanno bisogno senza compromettere sicurezza, conformità e controllo. Scarica la guida essenziale ai Trusted Research Environments. 

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Autore

Maarten Bruntink

Maarten Bruntink
Global AWS Solutions Director