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Dal costo del cloud al valore dell'AI: la prossima evoluzione del FinOps

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Anthony ThurstonFinOps Consultant
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In molte organizzazioni, oggi l'adozione dell'intelligenza artificiale assomiglia a una forza della natura. Che si tratti di sviluppo prodotto, marketing, finanza o servizi ai clienti, quasi tutte le funzioni aziendali stanno cogliendo l'opportunità di ripensare i processi attorno ai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Le applicazioni sono tanto eterogenee quanto diffuse e l'adozione continua a crescere attraverso piattaforme cloud, soluzioni SaaS, API e strumenti interni, spesso senza un'efficace governance centralizzata.

Questa rapida espansione ha portato molte organizzazioni a perdere visibilità sulla spesa legata all'AI e sui risultati di business che essa genera. Possono individuare una voce di costo dedicata all'AI in una fattura cloud, ma non riescono a rispondere alle domande che contano davvero: cosa sta generando questa spesa? Quale team ne è responsabile? Sta producendo valore?

Questo scenario da "far west" sarà familiare ai responsabili IT che hanno vissuto i primi anni dell'adozione del cloud pubblico. E proprio come il FinOps è nato per contenere la proliferazione incontrollata del cloud, oggi si sta evolvendo per ripristinare visibilità e controllo anche sugli investimenti in AI.

Qualsiasi organizzazione che voglia ottenere valore di business duraturo dai propri investimenti in intelligenza artificiale deve iniziare fin da subito a sviluppare competenze di FinOps per l'AI. In questo articolo analizzeremo cosa rende diversa la spesa per l'AI e quali sono le migliori pratiche per individuare il valore generato e mantenere il controllo dei costi.

Perché i framework tradizionali di controllo dei costi non funzionano

Secondo una recente ricerca di Flexera, dopo cinque anni consecutivi di diminuzione, la quota stimata di spesa cloud sprecata è tornata a crescere fino al 29%, evidenziando la crescente complessità dei costi introdotta dai carichi di lavoro legati all'AI.

L'intelligenza artificiale introduce un modello di costo dinamico e fortemente influenzato dal comportamento degli utenti, che i meccanismi tradizionali di controllo non erano stati progettati per monitorare. Invece di essere determinati da ore di elaborazione o risorse allocate, i costi dipendono da fattori variabili come il numero di token elaborati, le chiamate ai modelli di inferenza e i modelli di consumo in tempo reale.

A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono condizioni contrattuali sempre più articolate e strutture di licensing multilivello. I carichi di lavoro AI, imprevedibili e soggetti a picchi di utilizzo, sono oggi indicati dal 27% delle organizzazioni come la principale sfida nella gestione dei costi tecnologici, rendendo estremamente difficile una pianificazione accurata per i dipartimenti finanziari.

Il problema è aggravato dai limiti degli strumenti disponibili. Molte piattaforme di gestione dei costi non dispongono ancora di funzionalità di monitoraggio sufficientemente mature per l'infrastruttura AI. Di conseguenza, le organizzazioni non possono semplicemente utilizzare gli strumenti esistenti, ma devono adattare le proprie pratiche FinOps di base per compensare queste lacune.

Differenze principali tra la spesa cloud tradizionale e la spesa AI

 

Spesa cloud tradizionale Spesa AI
Spesso legata alla capacità infrastrutturale
 
 Spesso legata al comportamento di utilizzo
 
 Più facile da prevedere sulla base di carichi di lavoro noti
 
Più volatile per effetto di prompt, token, inferenza e sperimentazione
 Generalmente gestita da IT o team di sviluppo
 
 Spesso distribuita tra unità di business, strumenti SaaS e API
 
Ottimizzata tramite prenotazione della capacità, rightsizing e spegnimento delle risorse inutilizzate  Ottimizzata tramite selezione dei modelli, progettazione dei prompt, routing, caching e governance dell'utilizzo

Dal contenimento dei costi alla scoperta del valore

Un approccio efficace al FinOps per l'AI richiede un cambio di prospettiva. Molte organizzazioni affrontano inizialmente la spesa per l'intelligenza artificiale con una logica di contenimento dei costi, concentrandosi su come limitarne la crescita. Tuttavia, il successo nel lungo periodo dipende meno dalla riduzione della spesa e più dalla capacità di comprendere dove l'AI stia generando valore misurabile.

Prima che qualsiasi attività di ottimizzazione possa essere davvero efficace, è necessario ottenere una visibilità completa su ciò che determina i costi, sulle cause della loro variabilità e sugli investimenti che stanno producendo risultati da ampliare e valorizzare.

Per raggiungere questo obiettivo serve un approccio strutturato e iterativo, capace di spostare il dibattito da una gestione reattiva dei costi a un modello decisionale guidato dal valore.

Fase 1: partire in piccolo e definire il perimetro

  • Non cercare di governare tutta la spesa AI contemporaneamente.
  • Inizia da un singolo caso d'uso, workload o team per ottenere visibilità e comprendere il comportamento dei costi prima di estendere le pratiche di governance.
  • Costruisci progressivamente la conoscenza, consentendo ai team di acquisire fiducia nei dati, nei report e nelle decisioni finanziarie che ne derivano.

Fase 2: mappare i workload ai fattori che generano costo

  • Utilizza sessioni di lavoro e confronti interdisciplinari per comprendere cosa attiva l'utilizzo dell'AI, cosa ne determina la variabilità e come le richieste attraversano il sistema.
  • Identifica i punti in cui la spesa è influenzata da scelte architetturali, servizi gestiti, automazione o comportamento degli utenti.
  • Collega il comportamento dei workload agli obiettivi di business e agli impatti economici, anziché considerare i costi AI come semplice spesa infrastrutturale.

Fase 3: individuare l'origine dei costi e delle inefficienze

  • Identifica i principali driver di costo, come token, utilizzo delle GPU, addestramento dei modelli, trasferimento dei dati e servizi AI erogati tramite SaaS.
  • Considera che la spesa AI va spesso oltre una singola voce di costo e può comprendere diversi livelli di spesa distribuiti tra piattaforme e team.
  • Definisci responsabilità chiare e criteri di gestione del ciclo di vita per evitare che attività sperimentali si trasformino silenziosamente in costi operativi permanenti.

Fase 4: individuare le leve di ottimizzazione prima di ottimizzare

  • Valuta più modelli fin dalle fasi iniziali per comprendere meglio i compromessi tra costi, velocità, qualità, scalabilità e flessibilità prima di standardizzare.
  • Identifica gli ambiti in cui il comportamento di utilizzo può essere influenzato attraverso dimensione dei prompt, tentativi di esecuzione, routing, caching o progettazione dei workflow.
  • Orienta le attività di ottimizzazione alla comprensione e alla gestione consapevole dei compromessi, anziché concentrarti esclusivamente sulla riduzione dei costi.

Fase 5: introdurre la logica delle unit economics

  • Sposta l'attenzione dalla spesa complessiva per l'AI al costo per risultato significativo, come il costo per workflow, interazione con il cliente, raccomandazione o output generato dall'intelligenza artificiale.
  • Ricorda che una spesa AI elevata non indica necessariamente inefficienza, se produce valore misurabile o vantaggio competitivo.
  • Utilizza le unit economics per migliorare il rapporto tra costo e valore e supportare decisioni di investimento più consapevoli dal punto di vista economico.

 

Generare impatto sul business attraverso la trasparenza finanziaria

I vincitori nell'era dell'AI non saranno le organizzazioni con le fatture più basse. Saranno quelle in grado di spiegare le proprie fatture.

Questo significa sapere quali team, strumenti, modelli e contratti stanno generando la spesa AI e comprendere se tale spesa sta producendo risultati che meritano ulteriori investimenti. Senza questa chiarezza, l'AI rischia di diventare semplicemente un altro livello di costi tecnologici fuori controllo. Con la giusta visibilità, invece, i responsabili possono distinguere la sperimentazione dallo spreco, ottimizzare senza frenare l'innovazione e indirizzare gli investimenti verso i casi d'uso che generano valore misurabile.

SoftwareOne aiuta le organizzazioni a costruire questa chiarezza. Combinando competenze FinOps con una profonda conoscenza di cloud, licensing software, ITAM e gestione SaaS, supportiamo i clienti nel comprendere dove viene destinata la spesa tecnologica e come governarla in modo più efficace. Le nostre valutazioni di maturità FinOps, insieme ai servizi professionali e gestiti, offrono un percorso concreto per passare da una visibilità frammentata a una responsabilità condivisa e a un'ottimizzazione continua.

Ovunque ti trovi nel tuo percorso di adozione del cloud e dell'intelligenza artificiale, confrontati oggi stesso con i nostri esperti per individuare la strada verso un valore di business sostenibile.

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Ottieni visibilità e controllo con il supporto degli esperti

Inizia con una sessione FinOps Discovery per ottenere maggiore visibilità sulla spesa e ricevere raccomandazioni di ottimizzazione, con risultati concreti spesso già nelle prime 2-4 settimane.

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Anthony Thurston
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