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Sovranità digitale 2026: da visione a realtà con AWS, Microsoft e SoftwareOne

Francesco Carbone
Francesco CarboneCloud Presales
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Con l’avvio del 2026, la sovranità digitale è passata dall’essere un concetto ricorrente nei vertici aziendali a un imperativo operativo. Le organizzazioni di tutto il mondo stanno riconoscendo che il controllo dei dati non riguarda più soltanto la compliance: è la base per un’innovazione sicura, soprattutto mentre i carichi di lavoro legati all’AI aumentano e richiedono framework di sovranità solidi.

L’imperativo della sovranità è emerso chiaramente nel 2020, quando la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha invalidato l’EU-US Privacy Shield, costringendo migliaia di aziende a garantire trasferimenti di dati conformi. Regolamenti come NIS2, DORA e l’EU Data Act, hanno reso la sovranità digitale una priorità strategica, con obblighi specifici e sanzioni significative in caso di inadempienza. Il mercato sta reagendo: il 44% delle organizzazioni sta valutando soluzioni di cloud sovrano e il 48% dei technology buyer prevede un aumento dell’adozione di cloud sovrano per i workload AI nei prossimi due anni.

In questo scenario, fornitori come AWS, con il suo approccio sovereign by design, e Microsoft, con strumenti come l’EU Data Boundary e il Microsoft Cloud for Sovereignty, stanno offrendo capacità pensate per sostenere requisiti avanzati di residenza, sicurezza e controllo dei dati. Perché la sovranità digitale non è soltanto una questione di conformità normativa: riguarda anche il vantaggio competitivo.

 

Che cos’è la sovranità digitale?

La sovranità digitale è la capacità di un’organizzazione di mantenere il controllo sui propri asset digitali, sulla propria infrastruttura e sui propri dati. Va oltre la semplice proprietà, perché comprende la possibilità di governare e gestire in modo indipendente le risorse digitali. Questo significa avere piena autorità su dove e come i dati vengono archiviati e trattati, disporre di autonomia nello sviluppo tecnologico e garantire l’applicazione delle normative locali. Il principio fondamentale è che la sovranità digitale permette alle organizzazioni di prendere decisioni autonome sulle proprie operazioni digitali, libere da pressioni o dipendenze esterne. Tre categorie interconnesse definiscono la sovranità digitale nella pratica: sovranità dei dati, sovranità dell’infrastruttura e sovranità tecnologica.

 

Sovranità dei dati

Il principio secondo cui i dati sono soggetti alle leggi e alle strutture di governance del Paese in cui vengono raccolti o trattati. Garantisce che le organizzazioni mantengano il controllo sulla localizzazione dei dati, sulle modalità di trattamento e sugli accessi, rispettando le normative locali e proteggendo le informazioni sensibili da accessi non autorizzati provenienti dall’estero.

 

Sovranità dell’infrastruttura

Riguarda il mantenimento del controllo sull’infrastruttura fisica e virtuale che sostiene le operazioni digitali dell’organizzazione. Include data center, reti e servizi cloud. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da tecnologie importate e garantire la resilienza e la sicurezza delle infrastrutture digitali critiche contro minacce o interruzioni esterne.

 

Sovranità tecnologica

Comprende la capacità di sviluppare, mantenere e controllare autonomamente le tecnologie chiave. Implica favorire l’innovazione locale, sostenere l’industria tecnologica nazionale e ridurre la dipendenza dalla proprietà intellettuale straniera. Consente a Paesi e organizzazioni di definire il proprio futuro tecnologico e mantenere vantaggi competitivi nell’economia digitale globale.Comprendere queste tre componenti è essenziale, perché la sovranità digitale richiede di affrontarle tutte contemporaneamente. Dati, infrastruttura e tecnologia operano insieme per garantire un controllo completo sull’intero patrimonio digitale dell’organizzazione.

 

Perché la sovranità digitale è importante ORA

Sei anni fa, la sovranità digitale era qualcosa che si poteva pianificare. Oggi è qualcosa che bisogna mettere in pratica, per almeno quattro buoni motivi.

1. Sicurezza e compliance: la “tripla minaccia” normativa

Ecco un’analisi più ravvicinata delle principali normative citate in precedenza.
NIS2 è entrata in vigore nel gennaio 2023 con obbligo di adeguamento entro ottobre 2024. Copre 18 settori critici e introduce la responsabilità personale del management. La direttiva richiede una gestione del rischio completa e la segnalazione degli incidenti, anche se l’implementazione nei diversi Stati membri rimane disomogenea.
DORA è entrata in vigore nel 2023 con obbligo di adeguamento a partire da gennaio 2025. Si applica direttamente a oltre 20 tipologie di entità finanziarie. Essendo un regolamento, è immediatamente vincolante per tutti gli Stati membri dell’UE. DORA si articola in cinque pilastri: gestione del rischio ICT, segnalazione degli incidenti, test di resilienza, gestione del rischio dei fornitori terzi e condivisione delle informazioni.
L’EU Data Act è stato adottato nel 2023 ed è entrato in vigore nel settembre 2025, con un rollout graduale fino al 2027. Modifica chi controlla i dati generati dai dispositivi connessi e introduce nuovi requisiti per il passaggio tra servizi cloud. Le violazioni comportano sanzioni equiparabili a quelle del GDPR, fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale.

2. Autonomia operativa: controllo senza compromessi

La sovranità digitale aumenta la capacità di un’organizzazione di resistere alle interruzioni globali e alle sfide tecnologiche. Riducendo la dipendenza da tecnologie e servizi importati, le aziende possono mantenere operative le funzioni critiche anche quando la supply chain internazionale o i servizi esterni risultano compromessi.
Ma l’autonomia operativa non riguarda l’isolamento: riguarda la possibilità di scegliere. Le architetture cloud sovrane permettono alle organizzazioni di controllare dove risiedono i dati e come vengono trattati, garantendo al tempo stesso accesso all’intero potenziale dell’innovazione nel cloud.

3. Vantaggio competitivo: da onere di compliance a elemento di differenziazione

Le organizzazioni che considerano la sovranità solo come un obbligo di compliance perdono una grande opportunità. Un posizionamento forte in materia di sovranità digitale sta diventando un fattore di differenziazione nelle situazioni competitive. Nelle risposte agli RFP, dimostrare un controllo robusto sulla residenza dei dati, sui controlli di accesso e sull’indipendenza operativa può essere determinante.
La fiducia dei clienti si traduce direttamente in valore di business. Sapere esattamente dove sono conservati i dati, chi vi può accedere e come vengono protetti crea un vantaggio competitivo basato sulla fiducia.

4. Preparazione al futuro: regolamentazioni sull’AI e minacce quantistiche

Le normative sull’AI continuano a evolvere con implicazioni dirette sulla sovranità. L'AI Act europeo richiede che i sistemi di AI ad alto rischio dimostrino controllo sui dati di training, sulla distribuzione dei modelli e sulla governance complessiva dei sistemi AI. Le organizzazioni con solide basi di data sovereignty si adattano più rapidamente, perché dispongono già delle pratiche di data governance, dei controlli di accesso e delle capacità di audit necessarie.
Il quantum computing rappresenta una minaccia fondamentale per l’attuale crittografia. Sebbene i computer quantistici in grado di comprometterla siano ancora lontani, i dati cifrati oggi potrebbero essere raccolti ora e decifrati in futuro. È la minaccia nota come “harvest now, decrypt later” e una prova concreta del fatto che la gestione sovrana delle chiavi non è mai stata così importante. 

Sovranità digitale: AWS e SoftwareOne insieme

Nel contesto attuale, la nostra AWS Digital Sovereignty Competency riflette anni di collaborazione con AWS per supportare i clienti nella gestione dei requisiti di sovranità digitale in continua evoluzione. Offriamo soluzioni basate sull’approccio sovereign by design di AWS, principio incorporato nell’AWS Cloud sin dal primo giorno.
La Digital Sovereignty Pledge di AWS rappresenta l’impegno del provider nell’offrire ai clienti il set più avanzato di controlli e funzionalità di sovranità disponibili nel cloud, consentendo alle organizzazioni di soddisfare i requisiti di sovranità digitale senza compromettere capacità, prestazioni, innovazione e scalabilità dell’AWS Cloud. Questa filosofia sovereign by design significa che le funzionalità di protezione dei dati e i controlli non sono aggiunti successivamente, ma integrati nell’architettura fin dall’origine.
A supporto di questo modello, AWS mette a disposizione una suite di servizi che rafforzano i requisiti di sovranità chei rispondono a requisiti locali di compliance, data residency e resilienza operativa, in linea con normative come il Digital Operational Resilience Act (DORA) dell’UE e la direttiva NIS2.

SoftwareOne: condividere la visione AWS

In SoftwareOne, i nostri Cloud Services accelerano l’adozione della sovranità su AWS attraverso la progettazione della Landing Zone, le Well Architected Reviews e i Security Posture Assessments. Integrati con i nostri Cloud Managed Services e con il Migration Acceleration Program, questi servizi rafforzano governance, resilienza e compliance, consentendo alle organizzazioni di soddisfare i requisiti normativi ottimizzando allo stesso tempo prestazioni e sicurezza negli ambienti AWS.
L’AWS European Sovereign Cloud offre ora un livello ancora maggiore di autonomia e allineamento normativo per le organizzazioni con sede nell’UE. Questo cloud indipendente è gestito esclusivamente da personale AWS con sede nell’Unione Europea, con tutti i dati e i metadati dei clienti mantenuti all’interno dei confini UE e nessun controllo operativo dall’esterno.
Grazie a questa offerta, unita al supporto specialistico di SoftwareOne, le organizzazioni possono affrontare con sicurezza le proprie esigenze di sovranità digitale per soddisfare gli standard attuali e futuri.
Con la nostra AWS Digital Sovereignty Competency, insieme all’accreditamento come AWS Premier Tier Services Partner, SoftwareOne offre l’esperienza necessaria per guidare i clienti nell’adozione di queste capacità, integrando in modo efficace l’approccio sovereign by design di AWS con gli obiettivi specifici di sovranità dei clienti.

Sovranità digitale: Microsoft e SoftwareOne al fianco delle organizzazioni

Nel contesto della sovranità digitale, Microsoft mette a disposizione un insieme maturo di controlli e garanzie che coinvolgono sia Microsoft 365 sia Azure. Con l’EU Data Boundary per i servizi Microsoft, i dati dei clienti europei possono rimanere all’interno dei confini dell’UE, mentre funzionalità come Customer Lockbox, la crittografia end to end e le Customer Managed Keys (BYOK) rafforzano il controllo su accessi e chiavi.
Sul fronte infrastrutturale, Azure abilita l’enforcement regionale e la governance policy as code tramite Azure Policy, limitando i deployment alle regioni consentite e integrando strumenti nativi di sicurezza e compliance come Microsoft Defender for Cloud, Sentinel, Purview ed Entra. A ciò si aggiunge il Microsoft Cloud for Sovereignty, che combina residenza, isolamento operativo e trasparenza per scenari con requisiti elevati (pubblica amministrazione, sanità, finanza), consentendo di progettare workload sovereign by design senza rinunciare a innovazione, scalabilità e servizi avanzati, inclusi AI e analytics.

SoftwareOne: valorizzare l’approccio Microsoft alla sovranità digitale

SoftwareOne traduce queste capacità in risultati concreti attraverso servizi di advisory, implementazione e managed services. Si parte dalla governance tramite Azure Landing Zone sovrane — con enforcement regionale, tagging, policy, logging centralizzato e gestione delle chiavi — per proseguire con Well Architected Assessment, Security Posture Assessment e iniziative di data security basate su Purview e Defender.
Per Microsoft 365 e Copilot, SoftwareOne supporta i clienti nel diventare EUDB ready tramite la corretta configurazione di permessi, data access, DLP, etichettatura e retention, oltre a processi di responsible AI che risultino allineati ai requisiti di GDPR, NIS2 e DORA. L’approccio è quello del “control without compromise”: governance e compliance come abilitatori dell’innovazione, dall’adozione sicura di Copilot alla modernizzazione su Azure, mantenendo residenza, tracciabilità e indipendenza operativa richieste dai regolatori e trasformando la sovranità in un vantaggio competitivo.

Il nostro supporto


Sulla base delle esperienze maturate con i clienti, sappiamo che le organizzazioni che hanno iniziato a costruire le proprie basi nel 2025 o prima stanno già beneficiando dei risultati. Chi esita, invece, rischia di dover rincorrere più avanti. Per questo motivo, l’esperienza di SoftwareOne fornisce il supporto necessario per trasformare i requisiti di sovranità digitale in vantaggi di business lungo tutto il 2026.

 
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Autore

Francesco Carbone

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