Da dove iniziare: tre casi d'uso da provare e tre da evitare
Le organizzazioni non dovrebbero iniziare con automazioni estese. Un approccio più efficace consiste nell'identificare workflow limitati ma ad alto valore, in cui lo sforzo di coordinamento è elevato e il rischio di business è gestibile, per poi espandersi una volta che il modello di approvazione sarà stato messo alla prova sul campo.
I candidati migliori per iniziare sono la preparazione delle riunioni, in cui l'agente raccoglie informazioni da documenti e conversazioni precedenti mentre la riunione continua a essere gestita da una persona; il monitoraggio di attività e decisioni, dove il costo delle dimenticanze è elevato mentre il costo di eventuali errori dell'agente è contenuto; e la ricerca interna di documentazione, in cui l'output è una bozza che viene comunque revisionata da una persona prima di essere utilizzata. Ogni scenario dovrebbe essere valutato rispetto a sensibilità dei dati, requisiti di approvazione, esperienza utente, rischio operativo e risultati di business misurabili.
Tre scenari da rimandare a una fase successiva sono invece: qualsiasi attività che comporti comunicazioni esterne senza supervisione umana, qualsiasi attività che coinvolga dati regolamentati o altamente riservati prima che la classificazione dei dati sia adeguatamente gestita e qualsiasi scenario in cui l'agente esegua comandi su sistemi di produzione. La tecnologia consente già oggi di fare tutte queste cose. La maturità di governance necessaria per farle in sicurezza richiede però più tempo per essere costruita rispetto a quello necessario per implementare la tecnologia, ed è proprio in questo divario che si verificano gli incidenti.
Microsoft Scout mostra chiaramente la direzione dell'AI enterprise: il passaggio da copiloti che rispondono a istruzioni a agenti Autopilot in grado di coordinare il lavoro in modo continuativo sotto il controllo dell'organizzazione. La questione delle funzionalità è ormai quasi risolta. La questione aperta è il controllo. Un agente dotato di una propria identità, attivo in background, rappresenta un nuovo tipo di membro del tenant e il modello di approvazione costruito attorno a questa identità determinerà se genererà valore o introdurrà rischio.
Per i responsabili business e IT, la scelta più pragmatica è prepararsi fin da ora: selezionare due o tre casi d'uso circoscritti, completare il lavoro di riduzione dell'oversharing e di classificazione dei dati e progettare il modello di approvazione prima del progetto pilota, non dopo. SoftwareOne supporta questo percorso valutando il livello di preparazione a Microsoft 365 Copilot, progettando scenari sicuri di AI agentica, configurando controlli di governance e compliance e costruendo una roadmap di adozione che trasformi gli agenti AI in valore di business misurabile.