Lo stato della tokenomics: la spesa è visibile, il valore no
Uno dei momenti più interessanti è stata la presentazione della ricerca State of Tokenomics, basata sulle risposte di 472 aziende appartenenti a 11 settori, che rappresentano complessivamente 4.600 miliardi di dollari di fatturato annuo. I dati raccontano un mercato che sta maturando rapidamente, ma in modo disomogeneo.
Partiamo dalla responsabilità. Nel 35% delle organizzazioni, la tokenomics è affidata al CTO, al CIO o alla funzione IT, mentre un ulteriore 26% la gestisce come responsabilità condivisa tra più funzioni. Resta comunque un 12% in cui non esiste alcun responsabile definito, un rischio concreto per una voce di costo che cresce a questa velocità.
C’è poi il mix di modelli, destinato a cambiare significativamente. Oggi, il 51% delle aziende fa ampio affidamento sui frontier model. Nell’arco di 12 mesi, solo il 24% prevede di trovarsi ancora in questa situazione. Chi oggi utilizza intensivamente i frontier model prevede di ridurne in media l’utilizzo di 2,7 punti, man mano che i workload si spostano verso modelli open-weight, mentre appena il 17% prevede di aumentarne l’utilizzo. Non si tratta di un rifiuto dei frontier model, ma del segnale che le aziende stanno diventando più consapevoli nella scelta dei workload che ne richiedono realmente l’utilizzo.
Il dato più significativo riguarda il valore. Sebbene il 39% delle organizzazioni dichiari un livello moderato di fiducia nella propria visibilità sulla spesa per l’AI, questa fiducia diminuisce all’aumentare delle dimensioni aziendali. E tre aziende su quattro non riescono a dimostrare con sicurezza al proprio CFO risultati di business misurabili generati dall’AI. Dimostrare il valore e il ROI è stato indicato come la principale sfida dal 43% degli intervistati, mentre appena il 7% ha citato la complessità dei costi o del pricing come uno dei principali ostacoli. In altre parole, il problema del settore non è più comprendere la fattura. È spiegare che cosa si ottiene in cambio di quella spesa.
Anche la governance riflette questa tensione. In particolare, per quanto riguarda la spesa legata alla produttività degli sviluppatori, la maggior parte delle organizzazioni si trova ancora in una fase iniziale e si affida a limiti di budget e di token. Ciò che considero incoraggiante è che le stesse organizzazioni stanno investendo per individuare e valorizzare i propri power user interni. L’orientamento condiviso è quello di mantenere sotto controllo la spesa, sostenendo al tempo stesso le persone che riescono a ottenere il massimo da questi strumenti, e credo che sia esattamente l’approccio giusto.